Cattivi

Li chiamiamo cattivi perché non si piegano, e nei loro occhi leggiamo una libertà che sfugge al nostro controllo; collocati all’interno di spazi domestici ma sottratti ai loro contesti naturali, la loro presenza non spezza l’eleganza, bensì la attraversa, rendendola più autentica e primordiale.

Ci spaventano non per cattiveria, ma perché ci costringono a ribaltare il nostro punto di vista, ad andare oltre i cliché che ci fanno credere che ciò che è indomabile debba necessariamente essere crudele.

Quando sembrano volerci dominare, forse cercano soltanto una connessione che abbiamo dimenticato come accogliere, ricordandoci che il confine tra ferocia e innocenza esiste soprattutto nel nostro sguardo.